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Innovazione e Trasformazione nella Gestione del Rischio Frane in Italia

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18 Dicembre 2024

Aula Magna CNR, Piazzale Aldo Moro 7, Roma

La gestione amministrativa e finanziaria degli interventi di difesa del suolo, in particolare per il rischio da frana, si articola attraverso i piani di assetto idrogeologico (PAI), istituiti dalla legge 267/1998 (Conversione in legge del DL 180/1998 “Misure urgenti per la prevenzione del rischio idrogeologico ed a favore delle zone colpite da disastri franosi in Campania”) e successivamente rafforzati dalla Legge 365/2000 (Conversione in legge del DL 279/2000 “interventi urgenti per le aree a rischio idrogeologico molto elevato ed in materia di protezione civile, nonché a favore delle zone della regione Calabria danneggiate dalle calamità idrogeologiche di settembre ed ottobre 2000″). Questi piani, focalizzati inizialmente sulla conoscenza e sulla delimitazione delle aree a rischio, hanno visto un’evoluzione normativa che ha affinato i campi di applicazione, come evidenziato dal DPCM 8 maggio 2015. Tuttavia, la mancanza di criteri uniformi nella definizione del rischio frane rimane un punto critico. Ad oltre un quarto di secolo dalle leggi fondanti, si avverte l’esigenza di rivedere gli approcci metodologici che hanno portato all’attuale quadro di conoscitivo alla luce di:

1) Avanzamenti Scientifici: il miglioramento delle conoscenze scientifiche sta portando ad una diversa, più rigorosa, perimetrazione e classificazione delle aree a rischio;

2) Disomogeneità Regionale: persiste la mancanza di omogeneità nelle metodologie e nei modelli adottati dalle diverse regioni e autorità di bacino. L’aggiornamento e l’omogeneizzazione del quadro conoscitivo di pericolosità e rischio geologico, e delle relative banche dati, deve passare attraverso la definizione di criteri tecnico-scientifici e regole univoci e uniformi per l’intero territorio nazionale.

3) Tecnologie Innovative: l’impiego di tecnologie avanzate, in particolare quelle satellitari, sta stimolando una revisione e un aggiornamento costante delle perimetrazioni esistenti favorendo un uso diffuso di dati quantitativi ma al contempo rendendo necessaria la definizione di criteri affidabili e riproducibili per il loro impiego.

4) Cambiamenti Climatici: le rapide variazioni climatiche in corso stanno inducendo una trasformazione dei paradigmi scientifici alla base delle zonazioni attuali di pericolosità e rischio da frana.

5) Nuove Legislazioni: la necessità di adottare coperture assicurative contro i rischi naturali, tra cui le frane, per il sistema produttivo è divenuta uno strumento rilevante a seguito dei cambiamenti climatici e della frequenza di eventi di notevole impatto.

In seguito a queste considerazioni, l’International Association for Engineering Geology and the Environment (Gruppo Nazionale Italiano), nel celebrare il 60 anniversario dalla propria fondazione, intende organizzare un evento che metta in evidenza le criticità che emergono oggi nella valutazione della pericolosità del territorio nazionale a fronte del rischio da frana, come pure nelle conseguenze che tali caratterizzazioni rivestono nella pianificazione amministrativa e finanziaria di tale rischio. Comitato organizzatore IAEG Italia: Claudio Margottini (Presidente IAEG Italia); Filippo Catani (Univ. Padova) Giovanni Crosta (Univ. Milano Bicocca); Daniele Giordan (CNR); Daniele Spizzichino (ISPRA) Segreteria Tecnica IAEG Italia: Martina Cignetti (CNR) Crediti Formativi APC Ordine del Geologi del Lazio Sono in corso di perfezionamento le procedure per 6 crediti formativi da parte dell’Ordine dei Geologi del Lazio.

Programma definitivo

Data: 18 Dicembre 2024
Sede: Aula Magna CNR, Piazzale Aldo Moro 7, Roma

9:00 – 9:30 Registrazione.

Saluti istituzionali

9:30 – 10:00 IAEG (Claudio Margottini), CNR-IRPI (Tommaso Moramarco), Ordine dei Geologi del Lazio (Simonetta Ceraudo), AGI (Daniele Spizzichino), AIGAA (Monica Papini), AIGEO (Mauro Soldati), Consiglio Nazionale dei Geologi (Arcangelo Francesco Violo), IAH (Sergio Rusi), SIGEA (Luciano Masciocco).

Moderatore: Tommaso Moramarco.
10:00 – 10:20 L’inventario dei fenomeni franosi in Italia, risultati conseguiti e problemi aperti – Alessandro Trigila, ISPRA.
10:20 – 10:40 Disomogeneità a livello di mappatura dei fenomeni franosi: impatti sulla gestione del territorio – Vera Corbelli, Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale.

10:40 – 11:00 Coffee break.

Moderatore: Janusz Wasowksi.
11:00 – 11:20 Impatto del cambiamento climatico sui fenomeni di instabilità di alta quota – Daniele Giordan, CNR.
11:20 – 11:40 Rischio geo-idrologico in un pianeta che si riscalda- Fausto Guzzetti, CNR.
11:40 – 12:00 Rock slide in ambiente alpino – Giovanni Crosta, Università di Milano Bicocca.
12:00 – 12:20 Sviluppi recenti e nuove sfide nel campo dello studio delle grandi frane – Piernicola Lollino, Università di Bari.
12:20 – 12:40 Opportunità e questioni aperte nel campo del monitoraggio dei fenomeni franosi – Giovanni Gigli, Università di Firenze.
12:40 – 13:00 Sfide e soluzioni innovative nell’individuazione e perimetrazione delle aree in frana – Gabriele Scarascia Mugnozza, Università La Sapienza, Roma.

13:00 – 14:00 Pausa pranzo.

Moderatore: Simonetta Ceraudo.
14:00 – 14:20 Intelligenza artificiale, nuove piattaforme satellitari: opportunità e limitazioni – Filippo Catani, Università di Padova.
14:20 – 14:40 Sviluppi recenti e nuove sfide nel campo dello studio delle frane superficiali – Sabatino Cuomo, Università di Salerno.
14:40 – 15:00 Nuove sfide dall’uso degli open data, pianificazione del territorio e rischio accettabile – Tommaso Simonelli, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po.

15:00 – 16:30 Tavola rotonda e conclusioni a cura di: AIGAA (Monica Papini), AIGEO (Edoardo Rotigliano), Comm. Grandi Rischi (Francesca Bozzano), Consiglio Nazionale dei Geologi (Arcangelo Francesco Violo), IAH (Sergio Rusi), LARAM (Settimio Ferlisi), ISPRA (Marco Amanti), Ordine dei Geologi del Lazio (Simonetta Ceraudo), Prot. Civile Nazionale (Filippo Cadamuro), RETURN-PNRR (Domenico Calcaterra), SIGEA (Antonello Fiore).
Moderatore: Claudio Margottini (Presidente IAEG Italia).

Rapporteur: Fausto Guzzetti (CNR e IAEG Italia).

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